Alcune precisazioni sugli scalpelli giapponesi (nomi)

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Uno dei luoghi comuni che affliggono maggiormente gli scalpelli giapponesi (detti nomi) riguarda la loro presunta fragilità. I nomi, così come tutti gli altri hamono , sono prodotti con acciaio al carbonio molto puro, ottenuto da sabbie ferrose fuse in fornace con carbone di legna. Questo acciaio produce taglienti molto affilati e durevoli nel tempo, a differenza di molti acciai occidentali. Certamente un tagliente così affilato possiede intrinsecamente una certa fragilità. Ma questa non riguarda la qualità dello strumento, piuttosto riguarda l’abilità e le capacità di chi lo utilizza.

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Tutti gli scalpelli da noi commercializzati sono realizzati con acciai della YSS (Yasuki Special Steel) , un ramo della più famosa Hitachi. Le due tipologie di acciaio più usate sono lo shirogami (carta bianca), usato per gli scalpelli tataki (a percussione con mazzuolo), lo aogami (carta blu) usato per gli scalpelli e le sgorbie a spinta manuale, e il nuovo SHK-51, un acciaio rapido che resiste bene alle abrasioni e al surriscaldamento causati dal tornio.

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Se ben utilizzati e mantenuti, questi attrezzi sono in grado di durare a 11249195_833604420069730_183838718_nlungo e di regalare sensazioni di maneggevolezza e precisione uniche.